[quote_box_center]Non ci bastava la crisi che già duramente ha colpito il nostro paese e che da anni non smette di mordere, lo scorso anno anche il raccolto delle olive ha subito ingenti perdite. La nostra produzione è stata decimata da piogge e mosche. Un 2014 da dimenticare per la produzione di olio extravergine di oliva. Mentre la domanda dall’ estero continua a crescere. Per quest’ anno ci sono poche speranze per i nostri produttori, dovremo cedere il passo a Grecia e Tunisia. Simone Paciaroni[/quote_box_center]

La produzione italiana e spagnola, già duramente colpite dalla mosca dell’oliva dovranno cedere per l’anno in corso parte della propria produzione ai due paesi emergenti. Il crollo varia tra il 40 e il 50%. I prezzi dovrebbero rimanere stabili L’INCHIESTA: La crisi dell’olio italiano
L’INCHIESTA: La crisi dell’olio italiano

ROMA – In Italia il 2014 passerà alla storia come l’anno ‘nero’ dell’olio di oliva. L’ultima campagna di raccolta delle olive è stata la peggiore a memoria d’uomo. Possiamo riassumerla in pochi drammatici passaggi: pioggia estiva, clima caldo umido, habitat perfetto per la mosca dell’oliva uguale anticipo della raccolta per sfuggire al parassita, minore resa e qualità a rischio. Risultato: una campagna olearia con sole 300mila tonnellate di olio contro le 464 mila indicate dall’Istat per il 2013, tra il 35% e il 40% in meno rispetto allo scorso anno, come ci fanno sapere Ismea e Coldiretti, con un impatto inevitabile sui prezzi, schizzati verso l’alto in poche settimane. La situazione attuale desta grande preoccupazione perché non è circoscritta solo all’Italia ma riguarda anche la Spagna, il maggiore produttore d’olio d’oliva nel mondo. Nel paese iberico il calo di prodotto trasformato è stato ancora più pesante, pari a circa il 50%. Eppure la domanda di olio cresce, soprattutto negli Usa (+10% medio negli ultimi vent’anni). Chi la soddisferà? Secondo le previsioni dell’International Olive Oil Council  (IOCC) , nel 2015 a fare la parte del leone saranno Grecia e Tunisia, che strapperanno a Italia e Spagna ingenti fette di mercato, senza però riuscire a compensare del tutto i cali dei due paesi principi dell’olio di oliva.

olio-infografica

di MONICA RUBINO  

Fonte: Repubblica

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